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La riforma protestante e le origini della tolleranza religiosa

Padova

16.03.2017

Giovedì 16 marzo 2017 alle ore 16.30, presso la Sala delle Edicole di Palazzo Liviano, Massimo Firpo – professore emerito di Storia dell’età della Riforma e della Controriforma e di Storia moderna dell’Università degli Studi di Torino nonché socio dell’Accademia dei Lincei – terrà la lectio magistralis “La riforma protestante e le origini della tolleranza religiosa”.

Nel Cinquecento l’universalismo cattolico si ruppe per motivi sia politici sia religiosi. All’interno della Riforma, correnti minoritarie, come l’anabattismo veneto, si opposero alle chiese luterana e calvinista, rivendicando una religione ugualitaria, tollerante e indifferente alle forme istituzionali.

Anche la cultura umanistica approfondì il tema di una vera religione irenica e adogmatica che valorizzasse la tolleranza come fondamento della convivenza civile. La condanna al rogo di Michele Serveto (1533) fu l’occasione per l’umanista S. Castellione di pubblicare l’importante saggio De haereticis an sint persequendi, che contestò i fondamenti della condanna.Nell’amplissimo dibattito religioso del Cinquecento furono discussi principi, come il valore della tolleranza, che a pieno titolo sono entrati a far parte della coscienza europea.